ARF nella nebbia di Modena la caccia alla volpe finisce male
La caccia era stata annunciata. I cacciatori ARF si sono presentati a Modena in buon numero, determinati e pronti a stanare le temute Vecchie Volpi di Modena. Peccato che, già all’appello, fosse chiaro che qualcosa non tornava.
Mani fracassate, ginocchia saltate, costole doloranti e qualche cacciatore più rattoppato che armato. Una muta numerosa, sì, ma decisamente malconcia.
La partita inizia e le Volpi, vecchie sì ma tutt’altro che lente, fiutano subito il sangue. Bastano pochi minuti e arriva la prima meta modenese. Poi la seconda. Poi la terza.
Gli ARF provano a reagire, partono le percussioni, lottano su ogni punto d’incontro, ma ogni assalto si schianta contro una mischia volpina coriacea e organizzata, capace di recuperare palloni e ribaltare l’inerzia.
In una di queste occasioni, da un recupero nasce un calcio perfetto a cercare l’ala volante: il pallone viene raccolto in corsa e portato in meta come se la volpe avesse le ali.
Da lì in avanti la partita scorre sugli stessi binari, con le Volpi sempre padrone del territorio e gli ARF costretti a inseguire. Il primo tempo si chiude sul 4 a 0 per i padroni di casa.
La seconda metà vede finalmente gli ARF entrare in partita. Le azioni si fanno più equilibrate, i fiorentini trovano continuità e coraggio, ma questo non basta a evitare la quinta meta modenese.
A quel punto arriva la reazione d’orgoglio: i cacciatori stringono i denti e trovano la meta della bandiera. E qui l’ironia del destino colpisce duro, perché a segnare è proprio Andrea Volpi. Una volpe che colpisce le Volpi.
La speranza dura poco. I modenesi rispondono con un’altra bella azione corale e fissano il risultato finale sul 6 a 1.
Gli ARF, smarriti nella nebbia e frustrati dall’esito della caccia, scaricano la tensione rasando a zero e ottenendo lo scalpo del loro secondo centro Paolo Tarchini, unico trofeo riportato a Firenze.
Il terzo tempo, come spesso accade, rimette tutti d’accordo. Gnocchi fritti, mortadella e pasta al sugo accompagnano un clima di festa e grande rispetto reciproco. Le Vecchie Volpi, riconoscendo il valore e lo spirito, nominano il nostro Volpi Vecchia Volpe Onoraria, omaggiandolo con una felpa.
La caccia è finita male, ma l’onore è salvo.
Gli ARF torneranno. E prima o poi, nella nebbia, qualcuno soffierà di nuovo il corno.
