Odissea degli ARF al Marco Polo: tuoni, fulmini e la lunga giornata del CTO
Cantami, o Musa ovale, lultima fatica degli eroi vestiti del Florentia, quando il Campo Marco Polo divenne il porto sacro in cui le tribù del CTO approdarono per il loro definitivo banchetto. Lultima giornata del Campionato Toscano Old è una di quelle date che si segnano sul calendario col pennarello rosso: tutte le squadre nello stesso campo, partite in successione, e alla fine il rito sacro del terzo tempo, la premiazione, il fuoco acceso fino a notte.
Arrivano gli Argonauti, mezzi rotti e in numero ridotto
Il secondo match della giornata vedeva i nostri ARF affrontare i temibili Granchi Blu di Cecina, creature emerse dalle coste tirreniche con chele temprate dal sale e dai campionati. Si arrivava alla sfida con le gambe pesanti di chi una stagione lha onorata fino in fondo: qualche acciacco di troppo, una rosa risicata, ma una certezza incrollabile — non mollare un cazzo. È stata questa la formula magica con cui gli Argonauti del Florentia hanno affrontato lo scoglio finale.
Primo tempo: gli dèi guardano, gli ARF colpiscono
Bastano pochi minuti perché il vento si schieri dalla parte giusta: meta degli ARF, 1-0. I Granchi Blu rispondono con fisicità — sono spigolosi, duri da contenere, ma i nostri non si lasciano intimidire da nessuna chela. Si avanza zolla dopo zolla, e dopo unaltra fase pulita arriva la seconda spallata: 2-0 effettivo sul tabellone.. Sembra fatta. Ma il rugby — lo sa anche Poseidone — non è mai una linea retta: nellultimo respiro prima del fischio di chiusura, i Granchi trovano un varco e accorciano. Si va al riposo 2-1.
Secondo tempo: la cupola di energia sopra il Marco Polo
È nel secondo tempo che la giornata diventa mitologica. Tuoni rotolano in lontananza, fulmini provano a calare la mano su Firenze, ma le energie delle due squadre si avvitano in cielo formando una cupola di pura volontà ovale sopra il Marco Polo: di pioggia neppure una goccia, di rugby invece tantissimo.
«Gli dèi del meteo, vedendo lostinazione delle trenta figure in campo, scelsero di guardare invece che di intervenire.»
Si va avanti col cuore in gola: 3-1 per gli ARF, poi i Granchi ricuciono sul 3-2. Florentia di nuovo a segno, 4-2. Cecina risponde, 4-3. E quando ormai la sirena si avvicina, ecco la mareggiata finale: meta dei Granchi, 4-4. È a questo punto che — per ragioni che resteranno misteriose ai posteri, presumibilmente legate a un eccesso di amore per il rugby — volano un paio di pugni. L'arbitro, con la saggezza di chi ha visto cose, anticipa il fischio finale di qualche secondo. La sfida si chiude lì, in parità, con la sensazione di una partita che avrebbe meritato uno scenario più sereno.
A testa alta verso la prossima Odissea
Si esce dal campo con i muscoli pesanti ma con lo sguardo già rivolto al prossimo campionato. Una stagione affrontata con generosità, una squadra che ha dato tutto, un gruppo che si presenta ai blocchi della prossima annata con ambizioni rinnovate.
Il gran finale: Ribolliti, Pirati e il terzo tempo di tutti
A chiudere la lunga giornata del CTO, latteso ultimo atto: i Ribolliti del Firenze Rugby 1931 contro i Pirati Old Rugby Livorno, in una sfida che valeva il primo posto del campionato. A vincere sono stati i corsari labronici, che hanno alzato il trofeo davanti a tutte le squadre presenti. E poi, finalmente, il terzo tempo che vale unintera stagione: grigliata fumante, rock band dal vivo, e diversamente giovani di tutte le società a brindare insieme fino a serata inoltrata. Perché nel rugby, alla fine, si vince sempre tutti — anche quando il tabellone dice altro.
